Le Serre Calabresi (20.05.2017)

Le Serre Calabresi
Partenza al solito orario, solito gruppetto di quattro persone, strade totalmente diverse…l’idea è quella di raggiungere la Villa Ferdinandea di Mongiana e poi scendere dal lago Lacina verso la costa Jonica….forse.
La flotta moto è formato dalla mia XL600LM, una Supertenerè1200, un Hyperstrada e un Vespone 200, un gruppo omogeneo AVERITA’ !
Squillace, Cenadi, Torre di Ruggero, Chiaravalle Centrale, strada fatta a 60kmh senza incontrare nessuno, siamo nel relax più totale, la temperatura è ideale, arriviamo a Serra San Bruno, Bosco Santa Maria, al bivio di Ninfo prendiamo la Sp110 che ci porta al Passo di Pietra Spada, il più alto delle Serre Calabresi
Fatta la foto di rito scendiamo dal versante entrando nella provincia di Reggio Calabria, la SS110 scorre tranquilla e al bivio Ferdinandea ci si addentra per 4km nel bosco, asfaltati, fino ad arrivare nello spiazzo della Villa

come potete notare il sig. Garibaldi, dalle nostre parti, non viene ricordato con simpatia
purtroppo la Villa non è visitabile, un gran peccato

galleria privata, mucche che si crogiolano al sole con pirla su moto
Da qualche parte, dietro le mucche, partono dei sentieri che dovrebbero portare a Serra San Bruno, Sul Lago Lacina o nel marchigiano, non lo sappiamo. Si prova a trovare una via alternativa che in parte è segnalata

31 anni e non sentirli, lei
natura incontaminata, si attraversano ruscelli e boschi infiniti e molto fitti. Davanti a noi si paventano diversi bivi, alcune direzioni sono segnalate da gruppi quad/enduro/4×4, ci sarà stato qualche raduno/cavalcata nelle settimane precedenti.

uno strano altarino, albero colpito da un fulmine e ai suoi piedi immagini sacre
cerchiamo di orientarci nella moltitudine di percorsi tenendo a mente che strada è ad Ovest rispetto alla Villa, imbocchiamo il percorso n°9 PECORARO LU BELLU https://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=14626163 che ci porterà su una sterrata molto veloce e ben segnalata
dopo circa 90 minuti siamo nuovamente sulla strada Sp110, sono le 14.00.
Rientriamo via Serra San Bruno, l’entrata nel paese coincide con un presagio di diluvio. Rapido sguardo al cielo e decidiamo di planare verso la costa Jonica e pranzare nei pressi di Soverato.
Pranzo, granita, caffè e un gran sorriso dentro al casco, anche oggi siamo riusciti a fare un bel giro nella regione più povera e disgraziata d’Italia.
Ma quanto bene potrebbe fare il motociclismo per questa regione ? quanto indotto potrebbe avere il turismo in generale ? quante occasioni perse ? quante se ne perderanno ?
Questa è la NOSTRA sindrome di Stoccolma, dove l’aguzzino non è altro che il nostro modo di pensare, tanto ci sta bene cosi, tanto nulla si può cambiare o a cambiare ci pensano gli altri…NO CAZZO ! Non può sempre essere un pareggio o una sconfitta, DEVE essere un CALABRIAPRIDE, un minimo di amore di Patria, orgoglio di essere i discendenti della magnagraecia, di essere i PROPRIETARI dei boschi con l’aria più pulita d’Italia e dobbiamo essere INCAZZATI ogni volta che si pensa alla Calabria per le cose negative, per i cartelli stradali bucati dai pallettoni o della “mundizza” nei boschi, delle buche nelle città e nelle interminabili battaglie perse per smuovere qualcosa.
Ho avuto, ho e spero di averla ancora la fortuna di viaggiare, sia in moto che con altri modi…..ogni viaggio mi arricchisco di qualcosa, riempio gli occhi di novità, di bellezze naturali o di semplici modi, usi e consuetudini. Ogni volta mi incazzo perchè penso al posto in cui vivo. Spero che questa pagina FB, il mio piccolo “teorema di calabresità applicata”, possa in qualche modo arrivare, dove non lo so, ma se alla fine di questo piccolo report vi sale la voglia di andare in moto per le nostre meraviglie e un minimo di incazzatura per la situazione di immobilismo da parte di chi dovrebbe fare e non fa, allora forse non saranno solo parole su una tastiera vomitate da un motociclista con velleità di vedere le cose in maniera diversa.
Un ringraziamento a i miei compagni di giro Saverio Pugliese Antonio Cavigliano Vitaliano Caserta
percorso fattibile anche in Vespa, basta solo essere un pò matti

VESPADV !
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