Viaggio 2017 – Italia Grecia Bulgaria Macedonia Albania

Viaggio 2017 – Italia Grecia Bulgaria Macedonia Albania
Anche quest’anno ci siamo, moto pronta, controllati documenti, i biglietti nave e “quasi” terminati i bagagli. Domani partiremo per un altro viaggio su due ruote, un altro angolo di BALKANISTAN da vivere e guidare.
11-agosto Ore 9.30. Solita foto di rito e siamo on the road, AGAIN !
Lasciamo l’autostrada a Frascineto, poi Civita, Villapiana e via fino a Bari, tutta su statale. Abbiamo tempo.

i primi all’imbarco
Arriviamo alle 15 al porto di Bari e facciamo le pratiche di imbarco, noi abbiamo una cabina prenotata. Due birre fresche e un panino prima di lasciare il porto, ma la nave partità solo alle 20.00, due ore di ritardo. Non iniziamo con il piede giusto, però abbiamo già il pieno e domani non faremo soste.
12-agosto Nonostante la partenza attracchiamo in Grecia solo con un’ora di ritardo, l’arrivo con l’alba al porto di Igoumenitsa ha sempre un non so che di magico e romantico.

alba greca
Abbiamo il pieno e facciamo strada fino alla “solita” benzina vicino lo svincolo per Meteore. Alla piccola stazione di servizio noto una moto stracarica di bagagli, è Ottavio Patanè, un altro terronaccio come noi, diretto in Mongolia, persona simpatica e con diversi amici in comune. Ci salutiamo promettendo di incontrarci nuovamente on the road o al Silantreffen2018.

ottavio patanè
Scorre veloce l’autostrada greca, Salonicco, border GRECIA-BULGARIA troviamo un po’ di traffico ma in 10 minuti siamo dall’altro lato. Fino a Blagoevgrad è una statale a doppio senso molto trafficata essendo l’unica direttrice tra Sofia e Salonicco, poi diventa una comoda autostrada che ci porta fino al Ring di Sofia. Alloggeremo a circa un kilometro dalla Grande Basilica. Fortunatamente le tratte di trasferimento sono iniziate e fine oggi.
Doccia e via a fare un po’ di bancomat e qualche foto alla basilica, purtroppo è chiusa ma la sera merita di essere fotografata.
Sofia è l’ennesima capitale che visitiamo, però non verrà ricordata come la più entusiasmante o bella, diciamo che un pomeriggio e una serata a passeggio va più che bene per farsi una idea.

pndontheroad sofia
13-agosto Stiamo antipatici a Sofia, lo noto dalla grandine che picchia sulla tapparella al mattino, abbiamo la strada davanti l’hotel imbiancata e nuvole nere all’orizzonte. Carichiamo le moto e torniamo alla Basilica per vedere questa meraviglia, ma la vista da fuori era meglio dell’interno, è sempre molto cupo nelle cattedrali ortodosse. In città ci sono due amici piemontesi, abbiamo appuntamento lì davanti e dopo 10 minuti di chiacchiere li salutiamo prima che arrivi un temporale epico. (Max e Curra ci si vede al Silantreffen)
Usciti da Sofia prendiamo la strada 6 fino a Dunavtsi, un po’ di pioggia e una bella strada ci accompagneranno fino al nostro obbiettivo, il Passo Shipka e il monumento sovietico di Buzludzha. Saliamo di quota, la pioggia è incessante e la nebbia non fa vedere oltre i 5 metri.
Sostiamo in una delle poche strutture in queste zone, la signora non si aspettava di trovare tre motociclisti con una giornata cosi. Pranziamo con uova, patate e formaggio sperando che migliori il meteo, ma niente.
Per scendere verso la nostra destinazione facciamo una strada in parte non asfaltata e in mezzo ai boschi, per risparmiare circa 20 km di curve viscide sotto l’acqua che cade copiosa davanti le nostre moto.
Finita la stradina proseguiamo fino a Drjanovo e imbocchiamo una stradina piccolissima che passa per i villaggi e le campagne, la numero 609. Arriviamo al nostro alloggio, MOTO CAMP BULGARIA a Idilievo. UNA ENCLAVE MOTOCICLISTICA IN UN MONDO DOMINATO DALLE AUTO. Qui tutto è misura di biker, una coppia di ragazzi bulgari, Ivo e sua moglie Poly, hanno questo terreno con due case, una adibita ad abitazione, una a fittacamere per viaggiatori e un vecchio fienile dove si fa colazione, sul retro un piccolo prato per le tende. Qui dentro ogni cosa è viva e racconta di viaggi, di storie, di aneddoti, di speranze e sogni delle persone provenienti da tutto il mondo, che per un motivo o per un altro si sono fermate in questo posto inculato della Bulgaria. Se non siete dei viaggiatori o dei sognatori queste voci e questi profumi non riuscirete a sentirli.
se queste mura potessero parlare vi racconterebbero “le avventure on the road”
Ceneremo insieme ai proprietari e ad uno scozzese, Jimmy, in giro da 18 mesi con la sua enduro 250, arrivato fin qui dal Sud Africa, tutto via terra…GREAT JIMMY !
14-agosto Dovremmo puntre in direzione Mar Nero ma non possiamo andarcene senza visitare il monumento sovietico…il cielo ci strizza l’occhio, si va. Salutiamo Ivo, Poly e Jimmy, buona vita amici miei.
all’uscita dal motocamp
Deviamo qualche kilometro verso Veliko Tarnovo e il suo castello.

castello di veliko tarnovo
giusto per fare una breve visita alla città e poi riattaccheremo il passo Shipka.
Siamo in cima, mancano 12 km per arrivare al monumento sovietico, rifaremo la strada in mezzo ai boschi.
Usciti dal bosco una coltre di nebbia ci avvolge, il karma non vuole farci vedere il Buzludja. Proseguiamo, lo scenario è lo stesso di ieri ma senza pioggia. Un ragazzo bulgaro, trovato su in cima, ci dice che è insolita la nebbia in questo periodo dell’anno, ah be perfetto !
Posteggiamo allo stesso punto di ieri, MA DOVE CAZZO E’ STO COSO ???
Una folata di vento dissipa per una attimo la nebbia, ECCOLO, a 30 metri da noi, in tutta la sua bellissima decadenza sovietica. Somiglia a un disco volante. Proviamo ad entrare ma le porte sono sbarrate. Il cemento in alcuni punti è pieno di ruggine, in altri non c’è più l’armatura in ferro, i gipsy stanno piano piano smantellando il posto.
ufo
Finalmente riusciamo fare un paio di foto. Scendiamo dal passo Shipka e ritroviamo il sole. Una bella strada che ci porterà fino al Mar Nero, avanti tutta !
Da Burgas a Nessebar, la nostra meta, è un susseguirsi di hotel, alcuni nuovissimi o in fase di completamento e parchi divertimenti. Alloggiamo nella zona di Sunny Beach, a circa 5 fermate di autobus dall’entrata della cittadella di Nessebar, pratimonio Unesco.
Foto al Mar Nero, ma non è nero, solo a mezzanotte
La cittadina è molto bella quanto turistica, ovviamente, ma è clemente con noi e ci saluta con un tramonto infuocato.
15 agosto Lasciamo in Mar Nero per il centro della Bulgaria, si alzano le temperature, circa 36° quando entriamo con le nostre moto a Plovdiv, la Filippopoli dei romani.

15 agosto, anche per gli ortodossi, è una festa particolare e si benedice il basilico
anfiteatro romano di plovdiv

rovine romane
La città è un mix di culture, i romani, gli ottomani, i sovietici. Questo si vede camminando per i vicoli, le strade del centro e soprattutto nelle cucine. Ceniamo in un locale segnalato della LonelyPlanet, siamo gli unici stranieri, non esiste il menu con scrittura latina, mostriamo a gesti quello che gli altri ospiti hanno sul tavolo. CENA PERFETTA, buonissima e abbondante all’esorbitante cifra di 13 euro a persona.
16-agosto La strada di oggi sarà tutta su per i monti Pirin. Facciamo una bellissima strada che da Batak sale a 1700mt per finire a Dospat.
Proseguiamo sulla 197 fino a Gotse Delchev, poi Razlog, Simitli e su verso il Monastero di Rila, patrimonio Unesco, da patrimonio Unesco in realtà sarebbe anche la strada per arrivare qui, 20km di curve perfette.

entrata monastero di rila
monastero di rila
monastero di rila
pndontheroad anche qui
Dormiremo a Blagoevgrad e ceneremo con l’amico Giuseppe che si trova qui per lavoro.
parcheggi di servizio in Bulgaria
17-agosto La nostra strada si divide da quella di Pietro, lui questa sera ha un traghetto che dalla Grecia lo riporterà in Italia. Noi abbiamo un’altra frontiera da attraversare, un’altra lingua da provare a capire e un’altra capitale da visitare. Skopje, just arrive.

altra nazione, macedonia
Blagoevgrad, border BULGARIA-MACEDONIA, Veles poi Skopje. Triboliamo nel traffico per trovare la nostra stanza, poco fuori dal centro ma pulito e collegato con la linea degli autobus, super efficienti e puntuali della capitale.
Skopje è sostanzialmente divisa in quello che sta a nord del fiume, il bazar e il quartiere turco, e quello che sta a sud del fiume, il centro e i monumenti “copia” attorno la statua di Alessandro Magno, che impera nella piazza principale.
La copia del toro di Wall Street e la casa dove nacque Madre Teresa di Calcutta.
in quanto a carattere non so chi vince, secondo me la bionda a sinistra
bisogna vederci chiaro

madre teresa era di skopje non di calcutta
Nel quartiere turco, stranamente, abbiamo trovato un microbirrificio. OLD TOWN BREWERY.

piazza centrale

dentro al bazar

il ponte di pietra, collega la parte moderna alla parte musulmana
18 agosto Lasciamo Skopje, direzione lago di Ocrida, Ohrid per i macedoni, bella strada fino a Stobi, poi Prilep, Bitola e lago di Ocrida. Alloggiamo a 800metri dal centro pensando di fare un buon affare ma invece non è così, in centro ci si arriva solo con il proprio mezzo e senza autobus. Però la vista dalla stanza è agreste con un non so che di anni ‘50.
lago di ocrida
Il lago di Ocrida è molto grande, tanto da sembrare un golfo del Mar Mediterraneo.

chiesa di san john
fidanzata con vista, galleria privata
La sera becchiamo Jacopo e Anna, due biker italiani, lui lo abbiamo conosciuto al compleanno del 6% a Salle. Viaggiano con tre amici perugini. Passiamo una bella serata insieme a parlare di moto, viaggi e prossime mete.
19 agosto Stomaco KAPUT, questa notte ho avuto freddo e dalle 6 faccio avanti e dietro dal bagno per vomitare. Provo a far colazione con una tazza di thè ma è peggio. Sono le 9 mi sento a pezzi. La stanza dove abbiamo dormito non ha l’aria condizionata e restare qui un giorno per riposare non avrebbe effetto sperato. Carichiamo la moto e col pieno fatto la sera prima ci dirigiamo verso un’altra frontiera, un’altra bandiera, un’altra emozione…ma sempre con lo stesso mal di pancia. A malincuore devo rinunciare alla strada sterrata che mi ero tracciato sul GPS per fare Ocrida, border MACEDONIA-ALBANIA, Elbasan e poi Berat dove abbiamo la fortuna di trovare un bell’hotel in centro, aria condizionata e un comodo letto. Sono uno straccio, faccio una doccia, riposo un po’.

ultima frontiera del viaggio, albania
Fuori ci sono 35°, usciamo giusto per fare una rapida passeggiata e cercare qualcosa da mangiare, un gelato è l’unica cosa che riesco a mettere nello stomaco. Alla sera l’aria si è rinfrescata, usciamo per provare a scattare qualche foto, io sto meglio e Claudia finalmente è più tranquilla. (memore dello stesso problema avuto in Turchia nel 2014, ma li galeotto fu il kebab)

berat

berat
20 agosto A colazione cerco di mangiare il più possibile e sono nuovamente carico. Direzione Girocastro, veloce visita e pranzo frugale. Sono le 14 e il caldo inizia a farsi sentire sulla strada direzione Saranda. Fortunatamente abbiamo l’hotel a 30 passi dal mare. Ottimo per rilassarsi.

benzine adventure
Saranda è una bolgia, piena come un uovo di turisti italiani, molti italiani e ancora troppi italiani.
Non ci mancherà, la nettezza urbana è totalmente muccasostenibile.
21 agosto Lasciata Saranda senza troppo dispiacere prendiamo la Sh81 fino alla bellissima Ksamil, Butrinto dove attraverseremo con la chiatta a cavo un piccolo stretto
in attesa di traghettare, come a villa san giovanni

sulla chiatta a fune
castello veneziano di butrinto
Butrinto, faremo un percorso ad anello per ritornare fino a Saranda e poi verso il Blu Eye.
Il Blu Eye è una sorgente di acqua tra le roccie carsiche, ne esce circa 6 metri cubi al secondo e alimenta un bacino, il Syri i Kalter, dove gli albanesi ne sfruttano la portata per irrigare i campi più a valle, la profondità della sorgente non è ancora stata accertata. L’acqua è gelida, circa 10°, ma non resisto a mettere anche questo nella mia collezione di improbabili posti dove fare un bagno.
blue eye

freschetta
Per arrivare ci sono circa 3 km di sterrato, che al ritorno diventano circa 3km di traffico in sterrato, con auto posteggiate dove capita sulla strada che arriva fin qui. Ne usciamo incolumi e per dirigerci verso nord, Borsh, percorriamo la Old Road Sh78 per Delvina. Una strada bellissima.

sterrati albanesi, finalmente
28 km di sterrato non impegnativo, la consiglio.
Il nostro piano di viaggio prevedere due notti a Borsh, alloggio Villa Irina. Al nostro arrivo la stanza non è pronta, stranamente visto che sono le 14. Decidiamo di pranzare al ristorante dell’alloggio, un ottimo pranzo vista mare.
Dopo il conto ci comunicano che la stanza è pronta, non ci portano nelle stanze sopra il ristorante ma in un fabbricato posizionato dietro, la cosa inizia a puzzare di imbroglio. Entriamo nell’appartamento, niente di più squallido e sporco, sicuramente non era la stanza che avevamo comprato on line. Cerco di stare calmo, ragiono sulla cosa con Claudia e decidiamo di lasciare la stanza. Il ragazzetto del ristorante dice che se aspettiamo ci può dare un’altra stanza, nulla da fare, pago il disturbo e faccio per andare via. Si illumina quella piccola lampadina led che mi è rimasta in testa…ma io ho prenotato due notti con booking!
Tramite l’app booking, SANTA BOOKING, vado dal ragazzetto e gli spiego di cancellare la prenotazione, fa finta di non capire e chiama il capo. Gli faccio capire che se non avrebbe fatto la cancellazione non me ne sarei andato, si innervosisce ma, sono irremovibile, aspetto li, seduto ad un tavolo del ristorante bello incazzato. Dopo 20 minuti gli arriva una email con la cancellazione, siamo a posto, a mai più rivederci.
Ora siamo senza meta, senza alloggio e sono le 17.30. Proseguiamo sulla strada verso nord, ad Himaro, proviamo a cercare un paio di sobe, due hotel, niente da fare, o tutto pieno o troppo caro.
Sconsolati decidiamo di guidare verso nord, imbocchiamo la strada per uscire dal paese ma sento suonare, istintivamente guardo nello specchietto, targa italiana e pelato che si sbraccia fuori dall’abitacolo…è Gegè !!
Sono quattro nostri amici anche loro in Albania per le vacanze, spieghiamo la nostra situazione e ci portano al loro hotel, anche questo pieno ma accanto troviamo un alloggio per i prossimi due giorni, che passeremo con loro. La vista dalla nostra stanza meritava più di ogni altra cosa.
22 agosto Giornata passata a rosolarci al sole e aperitivo in mezzo ai bunker, in un posto dove si arriva solo a piedi, spettacolo. Kiko Meniko.
brigata kikomeniko
23 agosto Salutiamo i nostri amici, ci hanno fatto compagnia per un paio di giorni, siamo stati benissimo. Gennaro MG Gianmario Ilaria. Grazie per averci fatto entrare nel vostro viaggio!
Direzione Tirana, strada costiera fino al passo di Llgara, Valona, Durazzo e finalmente Tirana. Siamo in centro, usciamo a piedi fino alla vicinissima piazza Skanderberg.
passo della Llogara
qualche kilometro di curve come si deve
museo dei bunker

dicono mi somigli
Non perdiamo l’occasione di visitare il famosissimo RADIO BAR TIRANA, avete presente quello della canzone di Battiato? Proprio quello.
radio bar tirana
Passiamo il resto della sera nel quartiere Blloku, il vivo centro notturno di Tirana. La capitale albanese ci sorprende, non ci aspettavamo così tanta vita, bei locali, bei ristoranti e giovani, molti stranieri, che lavorano e vivono in questa capitale proiettata a essere il traino dell’economia balcanica nei prossimi anni.
24 agosto Prima di partire scatto una foto alla borsa dei vestiti con la guida LP del Balcani, finalmente conclusi dopo anni. Tanti ricordi, tante esperienze maturate dal lontano 2012. METTO QUESTO ANGOLO DI MONDO IN UN CASSETTO IN FONDO AL CUORE, ALLO STOMACO E AL CASCO. (il cevapi è uno dei miei piatti preferiti) Se in questi anni credo di essere migliorato nel modo di viaggiare lo devo anche ai Balcani, li prendo come la nave scuola per i motoviaggiatori, una realtà simile alla nostra ma che ancora ha qualcosa di esotico e da scoprire, influenze musulmane, bizantine e di modernità che fa a schiaffi con i canti dei muezzin, i cay nei caffè turchi, le chiese ortodosse, un passato sovietico e pieno di dolore ancora visibile negli angoli delle strade.
chiusura dei balcani
Usciamo dall’hotel per fare un piccolo giro in centro con la moto e cercare un rivenditore di moto o una officina dove farmi sistemare un cavo del clacson, si è bruciato l’attacco e non l’ho portato con me. Trovo un concessionario Yamaha, in 3 minuti abbiamo nuovamente il clacson e il proprietario non vuole niente per il disturbo, gentilissimo e sorridente. Ci fermiamo per fare qualche regalo in un centro acquisti nel centro di Tirana, un caffè e la spesa per la notte in nave. Faccio il pieno sulla statale tra Tirana e Durazzo cosi domani mattina potremo fare strada senza fare soste da Bari al Molise (circa 250km). A Durazzo dovremo passare qualche ora, cerco un bar o un posto dove sostare in relax ma il mio sguardo viene rapito da due grosse Harley, una custom e una Road Glide anniversario, posteggiate davanti ad un bar, incrocio lo sguardo con uno dei tipi. Arrivo alla fine della strada e istintivamente mi viene da ripassare da quel bar e posteggiare accanto le Harley. Non faccio in tempo e togliermi il casco che vengo investito della bontà e dall’ospitalità dei ragazzi albanesi. Fanno parte del MC Steel Wing di Durazzo. Parlano un perfetto italiano e sono dei bikers di tutto rispetto. Passiamo con loro 4 ore, pieni di storie, scambio di idee sul mondo biker e birre, tante birre. Ho trovato dei fratelli oltre l’Adriatico. Se un giorno tornerò in Albania sarà anche per passare con loro qualche altra ora lieta. Buona strada amici miei. (nella foto manca Romir, un saluto amico mio)
gli amici albanesi
Gli amici albanesi ci scortano con le moto all’entrata del porto, facciamo i biglietti, dopo circa due ore siamo a bordo della nave e nella nostra suite. Il sito Gnv si è sbagliato con i prezzi e una suite ci è costata quanto due poltrone, noi ne abbiamo approfittato… yeah ! Cena sostanziosa e bella tamarra.

un panino con tutto grazie
25 agosto Siamo a Bari in perfetto orario, abbiamo la moto al piano superiore della nave quindi aspettiamo mezz’ora per poter sbarcare. Scesi sul molo una fila di auto ferme per il controllo doganale. Vedo una poliziotta al border laterale, mi avvicino e ci fa cenno di andare senza problemi, rieccoci in Italia e saltiamo già la prima fila. Caffè, cornetto e puntiamo verso nord sulla statale da Bari fino a Foggia, Lucera e finalmente d sul lago Occhito dai nostri amici e la nostra nipotina, sempre più bella, sempre più mangiatrice di pizza a tradimento.
macchia val fortore – molise
26 agosto Colazione e impostiamo il navigatore verso casa, decidiamo di tagliare dal Vulture invece di fare autostrada. Foggia, Candela, Melfi, Potenza, Brienza.
castello di brienza
Sosta veloce per una coca fresca con la promessa di venire in queste zone in ottobre, troppo spesso vissute solo di passaggio senza mai soffermarci. Rimedieremo. Atena Lucana – Casa in totale relax, sciolti, riposati e senza traffico.
Arriviamo in garage con 4500km circa fatti in 15 giorni.

trip di viaggio
Mi chiedono “perché in moto? non era meglio in aereo? e se piove o se fa caldo? e se buchi una gomma?” Non rispondo mai sinceramente, devio sempre sul discorso ti deve piacere, appassionare. NO! in realtà a chi piace guidare con 40° o per ore sotto la pioggia e arrivare in campeggio/hotel fradicio con il freddo che persiste nelle ossa per giorni?
A NESSUNO!!!
Questo fa di me un motociclista falso? NO assolutamente, anzi sono tra i più sinceri che possiate incrociare sulle strade. E allora cosa ci spingere a viaggiare in moto? Siete mai stati su una strada di montagna, tra i boschi, dopo una pioggia estiva? Avete mai guidato dietro un camion di legname appena tagliato? Avete mai visto un lago sbucare da una curva ed esclamato WOW!? Avete mai dato forma al nome di una città lontana letta sui libri di geografia e dire:
CAZZO, SONO ARRIVATO !!!
Provateci, vi assicuro che rileggerete le mie parole sparate sulla tastiera con occhi diversi. Ma cosa è viaggiare? E’ evoluzione di te, di come ti relazioni, di capire cosa ti serve per viaggiare meglio e senza fronzoli; i primi anni partivo con addirittura le camice e 3 pantaloni, ora nel mio bagaglio ci sono 3 maglie, un k-way e un paio di converse, mi basta questo. Viaggiare è fermarsi in un bar di Durazzo e sentirsi come a casa. Avere un piatto straniero tra i preferiti. Preferire il cay al caffè. Essere nel mezzo di un viaggio e già pensare al prossimo. Sentire la necessità della scoperta e dello stare on the road, di fare quella strada perché te l’ha descritta uno sconosciuto in un parcheggio di Girocastro. E’ avere fiducia nel prossimo. E’ tutto, è niente. Non è tangibile, ma se ti entra sottopelle non riuscirai a farne più a meno. Il nostro viaggiare non è più avventuroso di altri che guidano in posti esotici o impervi, ma lo facciamo alla vecchia maniera, fermandoci nei bar, nei caffè, nei mercati. Viaggiare non è fare vacanza, è diverso, è soprattutto farsi accompagnare: dalla strada, dal vento, dalle sensazioni e dalle persone. Io ho scelto da chi farmi accompagnare in questo viaggio, come nei precedenti e nei futuri o in quelli che non ci saranno mai se non chiusi in quel cassetto sempre troppo piccolo. E’ FIDANZATA, AMANTE, SORELLA, CONFIDENTE, ARTISTA, ARTIGIANA, BIKER E NAVIGATRICE DI BORDO. PER LEI SOLO GRANDI APPLAUSI.

Bender ti quoto al 100%
Il prossimo anno avete programmi? SI, partiremo per il nostro viaggio più lungo. Valerio & Claudia @pndontheroad
persone felici su due ruote, PROVATECI A CASA !!!